Bed & Breakfast "S'assentu" Oristano
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La provincia di Oristano presenta un panorama tra i più veri e caratteristici della Sardegna: in poco tempo si può partire dal mare, per giungere ai monti, attraversando un indimenticabile paesaggio di stagni, pinete, campi coltivati e agrumeti. Le coste esercitano un forte fascino per via della sua esposizione ad occidente e il binomio mare-venti che ne hanno disegnato un paesaggio fatto di alternanze di arenili e falesie dove sono inserite le numerose torri costiere sentinelle di un antico passato.Si possono percorrere diversi itinerari per ammirare un panorama che si presenta come un'oasi agricola dell'Italia settentrionale diversa dal resto della Sardegna..Vi suggeriamo i luoghi principali assolutamente da visitare, rimandandovi all'ufficio turistico locale per una lista più dettagliata di tutti i paesi di interesse storico culturale e ambientale per ogni tipo di esigenza.


Torre Grande: Situata a 1 chilometro da Cabras e a 6 da Oristano, Torre Grande è uno dei luoghi più animati della zona per quel che riguarda la vita notturna, caratterizzata da numerosi bar all'aperto, ma anche da attrazioni per bambini, mercatini, e musica. Frequentata anche di giorno in quanto dotata di una spiaggia attrezzata, che prevede la possibilità di gite in barca, noleggio natanti e una scuola di vela. Torna su

Santa Giusta:
A tre chilometri da Oristano, poco distante dalla laguna omonima (dove a luogo la regata dei "is fassoisi" (vedi Tradizioni) si trova questo piccolo centro di antiche origini, in quanto in periodo punico si trattò della città fenicia di Othoca passata poi ai romani. La bellissima basilica di Santa Giusta è una fra le maggiori rappresentanze dell'architettura romanica in Sardegna: la costruzione risale al 1135-1145 circa e fu edificata in gran parte con i conci d'arenaria prelevati da case e palazzi dell'antica Tharros.
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Non lontano da Santa giusta sorge il monte Arci, da cui si gode un bellissimo panorama sulla pianura e sul golfo. E' il secondo edificio vulcanico dell'isola ormai spento da milioni di anni.E'una zona ricca di monumenti naturali, zona antica e tradizioni. Dalle "trebine" definite dai geologi neck vulcanici a "sa perda sperada" e "sa perda sposa" ammassi rocciosi bizzarramente disegnati dal tempo e intorno alle quali sono nate incredibili leggende. Circa sei mila anni prima di Cristo si estraeva l'ossidiana, il mitico "oro nero della preistoria" indispensabile per fabbricare armi ed utensili. Zona che fa parte della lunghissima storia mineraria sarda conclusasi nel 1990 e che ha lasciato tante tracce e che l'UNESCO ha dichiarato patrimonio dell'umanità garantendo la tutela all'interno di un Parco Geominerario suddiviso in otto aree di cui è incluso anche il monte Arci per la presenza di 4 antichissimi giacimenti di ossidiana oltre ai numerosi reperti di archeologia industriale. Torna su

Sulla riva sinistra del Tirso e la parte bassa della valle si trova la zona delle terme, qui tappa consigliata Fordongianus, paese di antichissime origini: le proprietà curative delle sue acque termali infatti erano conosciute e sfruttate dai romani, le cui Terme, grandioso complesso composto da due stabilimenti costruiti intorno al I e al III secolo, oggi si possono ammirare in tutta la loro imponenza. Oltre sono anche stati scoperti interessanti resti di costruzioni romane: alcuni ruderi di edifici e una parte dell'acquedotto. Meritano anche una visita la chiesa romanica di San Lussorio, costruita all'inizio del XII secolo e la Casa Aragonese (o casa Madeddu) in stile tardogotico, oggi in parte adibita a biblioteca pubblica. Torna su

Il montiferru: Santu Lussurgiu dedito alla pastorizia ed all'allevamento de cavalli e bovini, famoso per l'artigianato delle pelli (selle e finimenti per cavalli) del legno e del ferro battuto (coltelli e attrezzi per l'agricoltura e la pastorizia. San Leonardo di siete fuentes: borgata di Santulussurgiu famosa per le sue 7 fonti le cui acque hanno riconosciuti poteri curativi. Notevole la chiesa in stile romanico-pisana fondata in epoca medievale dall'Ordine degli Ospedalieri di Gerusalemme, poi di Malta. Cuglieri: Importante centro agricolo detiene il primato per la produzione di olio d'oliva. Nel suo territorio sono ubicati numerosi nuraghi, domus de janas, tombe di giganti e betili. Torna su

Santa Caterina di Pittinuri, S'Archittu e Torre del Pozzo: Le tre borgate marine di Cuglieri di forte attrazione turistica non solo per la bellezza delle coste - a S'Archittu si può ammirare lo splendido arco naturale da cui il paesino prende il nome -, ma anche per le vestigia storico-archeologiche: nei pressi di santa Caterina di Pittinuri troviamo i reti della città Punico-Romana di Cornus.  Torna su

Il Sinis: Presenta un paesaggio spiccatamente desertico, caratterizzato da un imponente sistema di dune e depressioni degli stagni salmastri. La vegetazione, di conseguenza, è caratteristica: vi dominano tutte quelle essenze che imbrigliano la sabbia. Rappresenta una delle aree naturalistiche più rilevanti del Mediterraneo con i numerosi stagni costieri riconosciute dalla convenzione di Ramsar zone umide di importanza internazionale,e lagune di varie dimensioni che ospitano un'area marina protetta. Torna su

Tharros: sorge sul capo san Marco all'estremità della penisola del Sinis, fu fondata dai fenici alla fine dell'VIII secolo a.C. divenne un porto fiorente e importante scalo commerciale e continuò ad esserlo anche sotto il dominio dei Cartaginesi e dei romani, grazie alla sua posizione al riparo dai venti di ponente-maestro, protetta dalle mareggiate, dotata di acque sorgive e un intuibile sistema difensivo.Oggi alle rovine si accede con l'antica strada romana lastricata. Tra le rovine romane più interessanti si trovano i resti dell'acquedotto, due edifici termali., il tempio punico con tre grossi muri e semicolonne doriche, capitelli, oltre ad interessanti bassorilievi. Ancora da ammirare sono un piccolo tempio fenicio o punico, e il "tophet" l'altare sacrificale dei Cartaginesi, oltre al battistero paleocristiano con vasca a pianta esagonale. Torna su

San Salvatore: Caratteristiche le casette le "cumbessias" dove gli abitanti di Cabras si trasferiscono prima della festa del Santo (vedi tradizioni. "la corsa degli scalzi"). La chiesa intorno al quale sono radunate le case sorge sull'ipogeo di San Salvatore, santuario di origine pagane, nato per il culto delle acque. Composto da 5 stanze scavate nella roccia di origine nuragica, nella parte absidale si trovano un pozzo sacro e diverse iscrizioni di origine puniche, arabe, greche, oltre a pitture romane. Torna su

Attraverso un paesaggio costituito da pascoli e dai caratteristici campi chiamati "tancas" cintati da muretti a secco, si giunge sul lago Omodeo, bacino artificiale. Zona interessante dal punto di vista ambientale e naturalistico per la varietà di foreste: roverella, tasso, lecci, acero ma anche dal punto di vista storico-archeologico, in quanto sono presenti numerosi nuraghi, e sono stati scoperti insediamenti fenici, punici e romani. Torna su

Pozzo di Santa Cristina: E' il nome della chiesa campestre dove si svolgono in diversi mesi dell'anno varie feste religiose. La chiesa di Santa Cristina dà il nome al complesso nuragico che si trova li vicino, con un tempio a pozzo, scoperto di recente nel 1967 con un intero villaggio. Durante gli scavi sono stati rinvenuti anche reperti fenici e punici. Torna su

Nuraghe Losa: sulla superstrada "Carlo Felice" nelle vicinanze di Abbasanta si incontra uno dei più interessanti monumenti di quella antichissima civiltà nuragica che fiorì in Sardegna prima dell'arrivo dei Cartaginesi. Il complesso è possente con cinte di mura, risalenti a epoche diverse, età del Bronzo medio, Bronzo tardo i reperti ritrovati sono conservati nel museo nazionale di Cagliari. Torna su


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